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Infiltrazioni eco-guidate: cosa sono e a che servono

Ne parliamo con il dottor Giacomo Farì, fisiatra e dirigente sanitario di Dynamica

La fisiatria odierna ha fatto passi da gigante nel combattere artrosi e patologie dei tendini: sempre più precisa, più efficace e risolutiva dei piccoli e grandi acciacchi quotidiani e degli infortuni sportivi.

Una vera e propria rivoluzione, quella della fisiatria interventistica, che è stata innescata grazie all’uso dell’ecografo, attraverso il quale il farmaco raggiunge direttamente la parte interessata e senza intaccare i tessuti circostanti.

È questo il principio alla base delle infiltrazioni ecoguidate: a spiegare le prospettive terapeutiche di questo metodo innovativo e in costante aggiornamento è il dottor Giacomo Farì, medico chirurgo specialista in Medicina fisica e riabilitazione e direttore sanitario di Dynamica.

Dottor Farì, che cosa sono le infiltrazioni ecoguidate?

Le infiltrazioni sono procedure mediche con cui si inocula il farmaco attraverso punture localizzate: ciò consente di somministrare la sostanza esattamente dove serve, di ottimizzare la funzione della parte interessata e di ripetere l’operazione, laddove occorra, ottenendo risultati ancora più performanti. Più in generale, esse rientrano nell’ambito della fisiatria interventistica, che ha come principale campo di applicazione il trattamento del dolore muscolo-scheletrico con tecniche mini-invasive.

Com’è possibile raggiungere livelli così alti di precisione?

È possibile grazie all’ausilio di un ecografo: il medico riesce a vedere il target anatomico da curare attraverso la guida ecografica e a trattarlo con precisione millimetrica, escludendo dall’azione del farmaco i tessuti e i tendini sani. Si evitano così i rischi di lesione di altre parti del corpo, ma anche gli effetti collaterali delle terapie sistemiche per via orale.

Per quali patologie è indicata questa metodologia?

È assolutamente indispensabile per intervenire sull’articolazione coxo-femorale, cioè l’anca, che è fondamentale nel sostegno del carico corporeo e nel movimento di tutto il corpo. Nel caso di ginocchia e spalle gravate da artrosi, l’ecoguida non è indispensabile, ma è estremamente utile quando il target anatomico è più complesso da raggiungere, come nel caso dei pazienti obesi. In ogni caso, le infiltrazioni sono necessarie in tutte le patologie degenerative delle cartilagini e nelle tendinopatie.

Quali sono i farmaci impiegati nelle infiltrazioni?

Sono moltissimi i farmaci impiegati in questa tecnica: in primis gli antinfiammatori e il cortisone, che svolge anch’esso un’elevata funzione antinfiammatoria; c’è poi l’acido ialuronico, che ha un potere rigenerativo sulla cartilagine e sui tessuti dei tendini, la viscosupplementazione: l’acido ialuronico è infatti un lubrificante naturale e nutriente che integra il liquido sinoviale normalmente presente nelle articolazioni.

Ma nell’ambito della medicina rigenerativa si fanno sempre più strada nuovi prodotti, come il plasma ricco di piastrine (PRP) e le cellule staminali, che sembrano promettenti e potrebbero rappresentare le terapie infiltrative del futuro prossimo.

Quali altre funzioni svolgono le infiltrazioni ecoguidate?

Non sempre servono a inoculare il farmaco: talvolta sono usate per togliere le calcificazioni, come nel caso della tendinopatia calcifica, con una procedura che si definisce litoclasia. E ancora, possono essere utili per finalità diagnostiche: l’esecuzione dei blocchi anestetici, se praticati con ecoguida, è precisa e ci consente di avere risposte dirimenti nel formulare diagnosi più dubbie e complesse.



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